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Ancora Di Maria, una buona Juve batte di misura il Friburgo in Europa League. Ma ora Vlahovic è un caso

Ancora Di Maria, una buona Juve batte di misura il Friburgo in Europa League. Ma ora Vlahovic è un caso





Col centravanti in crisi, il centravanti lo fa Angel Di Maria. E decide, ancora una volta, una notte d’Europa tanto che finisce 1-0 grazie al suo gol la sfida d’andata degli ottavi di finale di Europa League contro il Friburgo.
Di Maria che gioca un’altra notte sotto le stelle che ne benedicono il talento: stavolta spinge di forza e cattiveria in rete, di testa, col fondamentale dei nove d’un tempo, un cross che è una scalinata verso il paradiso di Kostic. Il Fideo è la stella polare di una Juventus che ha un 9 in difficoltà come Dusan Vlahovic.
Una gara di quelle da fischi, ma la Scirea e lo Stadium non hanno dubbi e lo sostengono senza riserve. Anche dopo l’ennesimo errore. “Calma!” gli grida Massimiliano Allegri da bordo campo, dopo uno stop sbagliato, dopo un aggancio fallito, dopo l’ennesima conclusione fuori dalla porta.




Benedetto VAR
Il cinquantatreesimo è il minuto dell’incornata dell’Angel caduto dal cielo di Parigi, prima la crisi di Vlahovic e qualche sprazzo di Juventus ma non abbastanza.
Dietro poche sofferenze, anche se poi al sessantacinquesimo tocca al VAR scendere in campo: il polacco Kwiatkowski, che ha il cognome da Campione del Mondo di ciclismo, ha pure lo sguardo giusto quando vede il mani di Ginter che serve Holer per il momentaneo pareggio.
La piccola grande favola tedesca, in campo, però dimostra poca cosa: Grifo è impalpabile, Sallai non si vede e al suo posto entra Doan. Il risultato non cambia.




Chiesa e la grande paura
La Juventus va a due velocità, la marcia nella ripresa la dà Fagioli: dall’inizio Allegri gli preferisce Miretti ma il giovanissimo classe 2003 tra le linee è troppo leggero e gracile contro una squadra di mestieranti e fabbri come i tedeschi della Bisgrovia. Fagioli ha già passo e fisico da titolare e la Juve cambia marcia ma davanti, dopo l’ennesimo errore, Vlahovic esce tra gli applausi (d’incoraggiamento) e va dentro Chiesa.
Che resta fuori, ancora una volta, per una condizione fisica che ancora non arriva al meglio, nonostante il tempo, nonostante le settimane.



Dentro al 67′, quindici minuti dopo fa due scatti e cade al suolo, con le mani sul volto. Si tocca il ginocchio sinistro, tutti temono il peggio. Fortuna che rientra , tra gli applausi. Fortuna che in questa Juventus, sfortunata, infortunata, ci sono i lampi del Fideo.

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